La classe di fuoco F è quella alimentata da oli e grassi da cucina, contro tali fuochi non sono efficaci gli estintori
CLASSE A
La realizzazione della prova di spegnimento della classe A, si realizza una pila di legno sostenuta da apposito supporto. La pila di legno varia in lunghezza in base alla classe di fuoco che si vuole ottenere. Le dimensioni massime del focolare da normativa sono di classe 27 A, per i focolari superiori vengono presi i focolari inferiori e vengono affiancati. Il D.M. 3 agosto 2015 specifica che per ambienti con superficie inferiore a 200 mq. Devono essere installati 2 estintori almeno con capacità minima 21A
ESTINGUENTE :
Acqua, Acqua con Additivi, Schiuma, Polvere
DESIGNAZIONE DEL FOCOLARE DI PROVA
NUMERO DI PEZZI DI LEGNO
LUNGHEZZA DEL FOCOLARE DI PROVA IN METRI
5 A
5
0,5
8 A
8
0,8
13 A
13
1,3
21 A
21
2,1
27 A
27
2,7
34 A
34
3,4
43 A
43
4,3
55 A
55
5,5
CLASSE B
I focolari di classe B devono essere realizzati in una serie di piatti circolari di lamiera d’acciaio saldata, le cui dimensioni sono indicate nella tabella seguente. i piatti devono contenere acqua ricoperta da uno strato di combustibile nelle proporzioni: 1\3 di acqua ,2\3 di combustibile. Come afferma il D.M. 3 agosto 2015, la protezione di base con estintori di classe B può essere limitata ai compartimenti ove tale tipo di rischio è presente. In caso di compartimenti con superficie inferiore ai 200 mq. Con almeno due estintori di classe 144 b
ESTINGUENTE
Acqua, Acqua con Additivi, Schiuma, Polvere
DESIGNAZIONE DEL FOCOLARE DI PROVA
VOLUME DEL LIQUIDO
(1\3 D’ACQUA +2\3 DI COMBUSTIBILE)
AREA APPROSSIMATIVA DEL FOCOLARE (M2)
DURATA MINIMA FUNZIONAMENTO
21 B
21
0,66
6
34 B
34
1,07
6
55 B
55
1,73
9
70 B
70
2,20
9
89 B
89
2,80
9
113 B
113
3,55
12
144B
144
4,52
15
183 B
183
5,75
15
233 B
233
7,32
15
CLASSE C
Secondo normativa EN l’idoneità alla classe C viene data solo per estintori con estinguente a polvere che abbia superato la prova di spegnimento A+ B o solo la classe B. La classe C non prevede prove di spegnimento in laboratorio così da non determinare una classe di fuoco specifica per questa classe di fuoco. Questa classe di fuoco come riportato nel D.M. 3 agosto 2015, non prevede nessun requisito minimo, in quanto l’estinzione in sicurezza di un fuoco di classe C da parte di occupanti non specificamente addestrati si effettua tramite la chiusura della valvola di intercettazione disponibile in prossimità.
Questa tipologia di fuochi NON SI SPENGONO
CLASSE D
La classe D non prevede una prova di spegnimento in laboratorio, quindi non è possibile determinare la capacità estinguente per questa classe di fuoco. L’uso di questi estintori deve essere eseguito da personale qualificato; sono privilegiati per l’installazione estintori da 9 e\o 12 kg di capacità estinguente. Per questa classe di incendio si rimanda alla valutazione del rischio del processo o dell’attività specifica in quanto non è possibile determinare i requisiti minimi per la protezione secondo questa classe di incendio.
ESTINGUENTE
Polveri speciali e Personale Addetto
CLASSE F
Introdotta nella norma En 3-7: 2008, la classe F rappresenta incendi derivanti da fuochi di oli vegetali commestibili (oli da cucina) Un estintore per fuochi di classe F deve ottenere una valutazione di classe F e può facoltativamente avere una valutazione di classe A e\o una valutazione di classe B. Gli estintori d’incendio portatili idonei all’uso contro fuochi di olio da cucina devono avere capacità estinguente di classe F. non devono essere usati per fuochi di classe F estintori con estinguente polvere e biossido di carbonio in quanto il loro uso è considerato pericoloso per questa tipologia di fuochi. Per questo motivo non è possibile applicare il pittogramma di classe F su estintori a polvere e biossido di carbonio.
DESIGNAZIONE DEL FOCOLARE DI PROVA
VOLUME DELL’OLIO DI CUCINA
CARICHE NOMINALI AMMESSE (LITRI)
DURATA MINIMA DI FUNZIONAMENO (SEC)
5 F
5 (+1 -0)
2,3
6
25 F
25 (+1-0)
2,3,6
9
40 F
40 (+1-0)
2,3,6,9
12
75 F
75 (+1 -0)
2,3,6,9
15
Differenze normative
La classificazione precedentemente illustrata fa riferimento alla normativa EN 3\7 ovvero estintori portatili d’incendio. Per gli estintori carrellati è in vigore la norma EN 1866 che abroga la norma recepita dal ministero deli interni UNI 9492. La principale differenza tra le due normative è la nuova differente classificazione della capacità di incendio.
Polvere
CO2
Acqua
Schiuma
Polvere
È costituita da miscele di sostanze chimiche combinate insieme a bicarbonato di sodio o di potassio, fosfato mono ammonio (MAP) e aditivi vari per la fruibilità e compatibilità per le schiume.
Le polveri si possono dividere in due categorie:
Polivalenti: idonee per l’estinzione di classi di fuoco ABC
Bivalenti: polveri a base di bicarbonato di sodio o di potassio specifiche per l’estinzione di classi di fuoco BC o classi specifiche (classe de fuoco D)
Gli effetti della polvere in fase di spegnimento trasformandosi in vapore acqueo sono i seguenti:
Soffocamento
Raffreddamento
Schermatura ed ignifugazione delle parti incombuste
CO2
È un gas inerte e dielettrico, la normativa di prevenzione incendi, prescrive l’installazione in prossimità dei quadri elettrici.
Gli effetti del co2 in fase di spegnimento sono i seguenti:
Soffocamento (abbassa la concentrazione di ossigeno nell’ambiente)
Raffreddamento (erogazione ad una temperatura di circa -78°)
Una precisazione importante da fare è che la distanza utile del getto è di circa 2\3 metri.
Acqua
Sostanza estinguente più comune e diffusa, può essere usata su apparecchiature elettriche in caso di superamento della prova dielettrica come previsto dalla norma EN 3\7.
Gli effetti dell’acqua in fase di spegnimento sono i seguenti:
Separazione (separa l’ossigeno dal materiale combustibile)
Raffreddamento (abbassamento del punto innesco)
Il corpo nazionale dei vigili del fuoco usa l’acqua per spegnere gli incendi.
L’estintore è idoneo solo per la classe di fuoco A.
L’estintore idrico, oltre ad essere ecocompatibile e essere privo di costi di smaltimento estinguente, nonostante abbia involucro con trattamento interno di plastificazione, secondo UNI 9994-1:2013 effettua a fase di revisione ogni 4 anni dalla data di produzione.
Esso, inoltre, è consigliato dal Ministero dell’Interno Dipartimento dei Vigili del fuoco, secondo circolare 11197 del 14 agosto 2018, per attività di accertamento dell’idoneità tecnica per i lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro.
Schiuma
Miscela di acqua e aditivi schiumogeni di varia natura. sono indicati per focolari di classe B e classe A
Gli effetti della schiuma in fase di spegnimento sono i seguenti:
Soffocazione (soffoca l’ossigeno dal materiale combustibile)
Raffreddamento (abbassamento del punto di innesco)
Le normative stanno indirizzando il mercato degli estintori verso questa tipologia di agente estinguente, particolarmente negli ambienti chiusi, grazie alla poca tossicità del prodotto, e alla perfetta visibilità in fase di scarica.
L’estintore è idoneo anche per quadri elettrici sotto tenzione se conforme alla prova dielettrica.
Gli estintori a schiuma esistono di diverse tipologie, non solo per la caratteristica costruttiva principale (involucro plastificato o involucro inox) che ne determina la periodicità di manutenzione, ma soprattutto dalla miscela che costituisce l’estinguente. Ogni costruttore certifica la propria miscela, in base alle caratteristiche prestazionali che vuole raggiungere. il ministero degli interni obbliga infatti, non solo a riportare sull’etichetta la denominazione commerciale dell’estinguente, ma anche la percentuale e tipologia di aditivi schiumogeni utilizzati. Per questo è importante utilizzare i flaconi premiscelati originali prodotti dal costruttore, garantendo così la continuità delle prestazioni e conformità del prodotto.
La classe di fuoco A è quella alimentata da materiali solidi, contro tali fuochi sono efficaci i seguenti estintori
La classe di fuoco B è quella alimentata da materiali liquidi, contro tali fuochi sono efficaci i seguenti estintori
La classe di fuoco C è quella alimentata da Gas, contro tali fuochi sono efficaci i seguenti estintori
La classe di fuoco D è quella alimentata da lavorazione di metalli, contro tali fuochi sono efficaci i seguenti estintori
La classe di fuoco E è quella alimentata da apparati elettrici, contro tali fuochi sono efficaci i seguenti estintori
La classe di fuoco F è quella alimentata da oli e grassi da cucina, contro tali fuochi non sono efficaci gli estintori
CLASSE A
La realizzazione della prova di spegnimento della classe A, si realizza una pila di legno sostenuta da apposito supporto.
La pila di legno varia in lunghezza in base alla classe di fuoco che si vuole ottenere.
Le dimensioni massime del focolare da normativa sono di classe 27 A, per i focolari superiori vengono presi i focolari inferiori e vengono affiancati.
Il D.M. 3 agosto 2015 specifica che per ambienti con superficie inferiore a 200 mq. Devono essere installati 2 estintori almeno con capacità minima 21A
ESTINGUENTE :
Acqua, Acqua con Additivi, Schiuma, Polvere
DESIGNAZIONE DEL FOCOLARE DI PROVA
NUMERO DI PEZZI DI LEGNO
LUNGHEZZA DEL FOCOLARE DI PROVA IN METRI
5 A
5
0,5
8 A
8
0,8
13 A
13
1,3
21 A
21
2,1
27 A
27
2,7
34 A
34
3,4
43 A
43
4,3
55 A
55
5,5
CLASSE B
I focolari di classe B devono essere realizzati in una serie di piatti circolari di lamiera d’acciaio saldata, le cui dimensioni sono indicate nella tabella seguente. i piatti devono contenere acqua ricoperta da uno strato di combustibile nelle proporzioni: 1\3 di acqua ,2\3 di combustibile.
Come afferma il D.M. 3 agosto 2015, la protezione di base con estintori di classe B può essere limitata ai compartimenti ove tale tipo di rischio è presente. In caso di compartimenti con superficie inferiore ai 200 mq. Con almeno due estintori di classe 144 b
ESTINGUENTE
Acqua, Acqua con Additivi, Schiuma, Polvere
DESIGNAZIONE DEL FOCOLARE DI PROVA
VOLUME DEL LIQUIDO
(1\3 D’ACQUA +2\3 DI COMBUSTIBILE)
AREA APPROSSIMATIVA DEL FOCOLARE (M2)
DURATA MINIMA FUNZIONAMENTO
21 B
21
0,66
6
34 B
34
1,07
6
55 B
55
1,73
9
70 B
70
2,20
9
89 B
89
2,80
9
113 B
113
3,55
12
144B
144
4,52
15
183 B
183
5,75
15
233 B
233
7,32
15
CLASSE C
Secondo normativa EN l’idoneità alla classe C viene data solo per estintori con estinguente a polvere che abbia superato la prova di spegnimento A+ B o solo la classe B.
La classe C non prevede prove di spegnimento in laboratorio così da non determinare una classe di fuoco specifica per questa classe di fuoco.
Questa classe di fuoco come riportato nel D.M. 3 agosto 2015, non prevede nessun requisito minimo, in quanto l’estinzione in sicurezza di un fuoco di classe C da parte di occupanti non specificamente addestrati si effettua tramite la chiusura della valvola di intercettazione disponibile in prossimità.
Questa tipologia di fuochi NON SI SPENGONO
CLASSE D
La classe D non prevede una prova di spegnimento in laboratorio, quindi non è possibile determinare la capacità estinguente per questa classe di fuoco. L’uso di questi estintori deve essere eseguito da personale qualificato; sono privilegiati per l’installazione estintori da 9 e\o 12 kg di capacità estinguente. Per questa classe di incendio si rimanda alla valutazione del rischio del processo o dell’attività specifica in quanto non è possibile determinare i requisiti minimi per la protezione secondo questa classe di incendio.
ESTINGUENTE
Polveri speciali e Personale Addetto
CLASSE F
Introdotta nella norma En 3-7: 2008, la classe F rappresenta incendi derivanti da fuochi di oli vegetali commestibili (oli da cucina)
Un estintore per fuochi di classe F deve ottenere una valutazione di classe F e può facoltativamente avere una valutazione di classe A e\o una valutazione di classe B.
Gli estintori d’incendio portatili idonei all’uso contro fuochi di olio da cucina devono avere capacità estinguente di classe F. non devono essere usati per fuochi di classe F estintori con estinguente polvere e biossido di carbonio in quanto il loro uso è considerato pericoloso per questa tipologia di fuochi. Per questo motivo non è possibile applicare il pittogramma di classe F su estintori a polvere e biossido di carbonio.
DESIGNAZIONE DEL FOCOLARE DI PROVA
VOLUME DELL’OLIO DI CUCINA
CARICHE NOMINALI AMMESSE (LITRI)
DURATA MINIMA DI FUNZIONAMENO (SEC)
5 F
5 (+1 -0)
2,3
6
25 F
25 (+1-0)
2,3,6
9
40 F
40 (+1-0)
2,3,6,9
12
75 F
75 (+1 -0)
2,3,6,9
15
Differenze normative
La classificazione precedentemente illustrata fa riferimento alla normativa EN 3\7 ovvero estintori portatili d’incendio. Per gli estintori carrellati è in vigore la norma EN 1866 che abroga la norma recepita dal ministero deli interni UNI 9492. La principale differenza tra le due normative è la nuova differente classificazione della capacità di incendio.
È costituita da miscele di sostanze chimiche combinate insieme a bicarbonato di sodio o di potassio, fosfato mono ammonio (MAP) e aditivi vari per la fruibilità e compatibilità per le schiume.
Le polveri si possono dividere in due categorie:
Gli effetti della polvere in fase di spegnimento trasformandosi in vapore acqueo sono i seguenti:
È un gas inerte e dielettrico, la normativa di prevenzione incendi, prescrive l’installazione in prossimità dei quadri elettrici.
Gli effetti del co2 in fase di spegnimento sono i seguenti:
Una precisazione importante da fare è che la distanza utile del getto è di circa 2\3 metri.
Sostanza estinguente più comune e diffusa, può essere usata su apparecchiature elettriche in caso di superamento della prova dielettrica come previsto dalla norma EN 3\7.
Gli effetti dell’acqua in fase di spegnimento sono i seguenti:
Il corpo nazionale dei vigili del fuoco usa l’acqua per spegnere gli incendi.
L’estintore è idoneo solo per la classe di fuoco A.
L’estintore idrico, oltre ad essere ecocompatibile e essere privo di costi di smaltimento estinguente, nonostante abbia involucro con trattamento interno di plastificazione, secondo UNI 9994-1:2013 effettua a fase di revisione ogni 4 anni dalla data di produzione.
Esso, inoltre, è consigliato dal Ministero dell’Interno Dipartimento dei Vigili del fuoco, secondo circolare 11197 del 14 agosto 2018, per attività di accertamento dell’idoneità tecnica per i lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro.
Miscela di acqua e aditivi schiumogeni di varia natura. sono indicati per focolari di classe B e classe A
Gli effetti della schiuma in fase di spegnimento sono i seguenti:
Le normative stanno indirizzando il mercato degli estintori verso questa tipologia di agente estinguente, particolarmente negli ambienti chiusi, grazie alla poca tossicità del prodotto, e alla perfetta visibilità in fase di scarica.
L’estintore è idoneo anche per quadri elettrici sotto tenzione se conforme alla prova dielettrica.
Gli estintori a schiuma esistono di diverse tipologie, non solo per la caratteristica costruttiva principale (involucro plastificato o involucro inox) che ne determina la periodicità di manutenzione, ma soprattutto dalla miscela che costituisce l’estinguente. Ogni costruttore certifica la propria miscela, in base alle caratteristiche prestazionali che vuole raggiungere. il ministero degli interni obbliga infatti, non solo a riportare sull’etichetta la denominazione commerciale dell’estinguente, ma anche la percentuale e tipologia di aditivi schiumogeni utilizzati. Per questo è importante utilizzare i flaconi premiscelati originali prodotti dal costruttore, garantendo così la continuità delle prestazioni e conformità del prodotto.